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Il Cinema come palestra

Può sembrare una provocazione, ma credo fermamente che il cinema sia, in particolare per i giovani, una delle poche palestre mentali che ci rimangono. Certo, la nostra generazione (ho 52 anni) è cresciuta soprattutto con i libri, nei quali serviva esercitare la propria fantasia per immaginare i paesaggi esotici, i personaggi e respirare l’atmosfera di luoghi mai visti. C’era la TV, ma era in bianco e nero e dunque non ci catturava appieno, era un contorno della vita, un premio speciale la sera prima di dormire. Vedo invece come i miei figli oramai, come anche gli adulti, non riescono più ad “annoiarsi” o a “non fare nulla”, ma sono costantemente interconnessi con gli amici anche quando giocano sui video oramai quasi più veri del vero.

L’altro giorno ho visto una commedia americana la cui trama era basata (senza alcun riconoscimento) su una storia breve di Oscar Wilde, Il Delitto di Lord Arthur Savile. Appena sono passato dal parlare del film a parlare del libro e del genio che lo ha scritto ho perso i miei interlocutori. In particolare in Italia, terra di non lettori accaniti, è molto improbabile che qualcuno abbia letto lo stesso libro. A livello culturale in generale il “terreno comune”, la “palestra mentale” nella quale scambiarsi vedute ed opinioni, è rimasto per molti solo il cinema. E anche li, alcuni ci vanno per allenarsi ed altri solo per divertirsi.

Ci sono tantissimi film meravigliosi che oramai non riescono a trovare posto in sala, centinaia ogni anno. Ne abbiamo visto uno l’altro giorno su Sky, una commedia francese chiamata ‘Benvenuto a Bordo’, che faceva ridere a crepapelle. Eppure non era mai stato in sala. Perché non avrebbe potuto competere, non aveva attori famosi come ‘Arrivano i Prof’ o altri film nostrani, anche di bassissima categoria. Nonostante faccia ridere dieci volte di più. Perché se escono film di Sorrentino o Garrone in Italia le sale ‘di qualità’ sono tutte prese, e fino a li siamo credo tutti d’accordo. Ma perché, come nei nostri TG, alla fine siamo cosi autoreferenziali noi Italiani? Non blocchiamo tutte le sale per il nuovo film di Wes Anderson nonostante sia un genio assoluto.

Il 10 Maggio uscirà nelle sale italiane, forse pochissime, un bellissimo film, “Benvenuto in Germania!”, che ha fatto ridere e commuovere 4 milioni di spettatori tedeschi. Lo hanno addirittura distribuito con successo in Inghilterra, che ha dei tedeschi una visione ancora distorta dalla Storia. Cineama, una piccola distribuzione indipendente, lo vuole condividere con l’Italia perché ama scegliere temi controcorrente e cerca nel suo piccolo di alimentare un sano dibattito su temi quali l’ecologia, il sociale, la meditazione. E questo film tratta un tema attuale in tutta Europa, quello dell’emigrazione. Un tema serissimo, ma sul quale possiamo anche ridere perché forse solo ridendo possiamo veramente capire, e poi riflettere, e magari alla fine sorridere.

 

Terenzio Cugia di Sant’Orsola
CEO Cineama
www.cineama.eu

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