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Il vero lusso è la qualità

Credo che la prima nozione scientifica che chiunque di noi abbia imparato da bambino è che “ l’acqua è incolore, insapore e inodore ”.Nella realtà l’acqua (o meglio le acque ) è un universo infinito di proprietà sia chimiche che organolettiche estremamente diverse tra loro, in maniera simile alla varietà che possiamo trovare nel mondo dei vini o dei caffé. È sulla base di questo principio che ogni giorno in Filette promuoviamo una cultura di conoscenza e consapevolezza, perché il nostro corpo è costituito al 60% di acqua e la qualità dell’acqua che scegliamo e beviamo è quindi molto più importante della qualità di un vino o di un caffé.

Quando nel 2008 ho rilevato l’azienda, mi sono trovato subito davanti a questa sfida: riuscire a comunicare correttamente nel mondo un prodotto con 125 anni di storia e con delle proprietà chimiche uniche nel suo genere che vanno dalla quasi totale assenza di nitrati,all’assenza di arsenico,al residuo fisso perfettamente equilibrato e ai cluster di molecole estremamente ridotti, tutti elementi che rendono Filette da sempre un’acqua di assoluta eccellenza in un mercato dove però era totalmente assente una cultura della qualità.

Venendo da una lunga esperienza in Lexus, sapevo che è la qualità e non l’ostentazione il vero lusso: se fossimo riusciti a far fare ai nostri clienti una scelta consapevole al momento dell’acquisto, il nostro prodotto non avrebbe avuto rivali. Per farlo non bastava però la sua qualità intrinseca, dovevamo avviare una strategia di Comunicazione finalizzata a costruire una reputazione inattaccabile per il nostro prodotto.

Non è stato di certo un passaggio semplice, dovevamo scontrarci con le difficoltà di veicolare la nostra cultura sulla GDO come pure sui rischi che potevano esserci nel posizionamento di un prodotto eticamente sensibile con un pricing che risentiva inevitabilmente dei costi necessari a garantirne la qualità dalla fonte fino alla tavola.
Quella fu senz’altro per noi la decisione più difficile da prendere, perché per quanto logica ci apparisse per molti versi, se ci guardavamo attorno più che una sfida sembrava un vero e proprio azzardo. Non bastava la nostra intuizione né la nostra esperienza, quello di cui avevamo bisogno erano dei dati oggettivi e dei feedback qualificati ai quali appoggiarci per compiere il grande passo. Abbiamo analizzato il mercato, sentendo non solo i nostri clienti ma anche tutti quei partner che, magari operando in mercati esteri, potessero fornirci punti di vista diversi dal nostro per avere un quadro più completo. Ed è così che alla fine ci siamo rimboccati le maniche e abbiamo deciso di accettare questa sfida.

Per farlo, abbiamo deciso di prendere in prestito il linguaggio del mondo del vino, un mondo che aveva già iniziato con successo lo stesso percorso prima di noi. Abbiamo scelto la bordolese come bottiglia per la nostra acqua, realizzando un bicchiere pensato ad hoc per esaltarne le proprietà organolettiche durante la degustazione. Abbiamo promosso la formazione dei primi idrosommelier e realizzato eventi per promuovere percorsi di scoperta e informazione. Questa strategia ha portato oggi Filette ad essere riconosciuta come una delle migliori acque in commercio, scelta ogni giorno dai migliori chef per la sua capacità di non alterare il palato ed esaltare così i sapori delle proprie creazioni.
Quindi no, l’acqua non è sempre inodore e insapore, ogni acqua ha una propria identità e la nostra identità semplice: il vero lusso è la qualità.

Pietro Ricci
Amministratore Delegato Acqua Filette srl
www.acquafilette.it

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