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Una vita nello Sport

Mi chiamo Alessandra Sensini, ho 49 anni e dal 2017 sono vicepresidente del CONI – Comitato Olimpico Nazionale. Sono velista e sono stata campionessa olimpionica di windsurf, ho conquistato l’oro a Sidney nel 2000.

Mio padre amava lo sport, era un appassionato sub e d’inverno prendeva una pilotina e portava noi 4 figlie a pesca con le bombole, io ero la minore, lo abbiamo seguito tutte fin da piccolissime. Lui ci ha sempre spinto a fare e a metterci alla prova. A un certo punto allora ho cominciato a sognare di fare l’atleta e poi ho scelto il windsurf perché era uno sport ancora agli albori e si praticava da autodidatta. A 13 anni arrivai seconda ai Giochi della Gioventù di Bracciano, davanti a me c’era un ragazzino, erano gare miste maschi e femmine. L’anno successivo ero diventata l’incubo dei maschi, quella da battere. Nel primo campionato che ho disputato, nel 1984, eravamo in 40 donne, non è mai stato uno sport molto al femminile, non esisteva neanche l’abbigliamento tecnico per le donne.

Nel 1992 ho partecipato alla mia prima Olimpiade, a Barcellona: ero in zona medaglia, ma l’inesperienza e la giovane età alla fine mi fecero arrivare settima. Nell’Olimpiade successiva però, ad Atlanta, vinsi il bronzo, poi l’oro a Sidney, un altro bronzo ad Atene e l’argento a Pechino nel 2008. Conquistare l’oro è stato certamente il momento più emozionante della mia carriera, anche se poi di momenti belli ce ne sono stati tanti, perché dopo ti rimetti in gioco, e cerchi di ripeterti. Quella medaglia però mi ha permesso di creare un valore riconosciuto anche al di fuori dell’ambiente sportivo. Mio padre per il quale la reputazione è una cosa fondamentale, per esempio metteva quel valore davanti a tutto.

Quella medaglia però mi ha permesso di creare un valore riconosciuto anche al di fuori dell’ambiente sportivo.

Ho iniziato a collaborare col CONI nel 2000, da quando la “legge Melandri” fece entrare atleti e tecnici nei vari consigli federali, e così ho cominciato a capire come funziona lo sport a livello istituzionale, perché quando sei atleta in realtà sei totalmente concentrato sulle tue performance.
Conclusa la mia attività sportiva personale nel 2012 sono entrata anche nella FIV – Federazione Italiana Vela come direttore tecnico del settore giovanile, un ruolo che ricopro tuttora e che mi piace, perché imparo sempre molto dai giovani e amo lavorare con loro. In FIV supervisiono gli allenatori e decido con loro le proposte di programma coordinandole con le varie squadre e altre figure, come gli advisor o i mental coach.

Nel CONI invece svolgo il ruolo di vicepresidente, confrontandomi con le problematiche dello sport a livello nazionale. Oggi, dopo la recente riforma, siamo ancora in una fase di definizione, vedremo dove ci porterà. Però devo confessare che mi è sempre piaciuto occuparmi della parte organizzativa e progettuale del mondo dello sport, è per questo che ho scelto questa strada, che mi permette di prendere in considerazione la programmazione nella sua complessità, invece del singolo sportivo o della squadra. L’essere stata un’atleta mi consente di lottare “dall’altra parte” con cognizioni di causa, di valutare le parti burocratiche e politiche e nello stesso tempo cercare di capire dove può inserirsi il compromesso.

Provando a preservare ciò che è importante a livello tecnico, e capendo quando è il momento di mediare e salvare una parte tecnica o quando invece si può fare l’inverso.

 

Alessandra Sensini
Vicepresidente
CONI
www.coni.it

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